“La rivolta delle tabacchine” è un romanzo storico ambientato sul finire degli anni ’60. Protagonista è Marinella, una ragazza di ventuno anni che conduce una vita monotona e senza sussulti e che tenta, invano, di scrollarsi di dosso la patina di provincialismo che la opprime. Quando s’innamora di Antonio crede di aver raggiunto l’apice delle sue aspirazioni sentimentali, ma ben presto si rende conto di aver commesso un errore. Per tutta una serie di circostanze casuali, di incontri e vicende inaspettate, Marinella scopre di nutrire un sentimento di solidarietà per chi subisce torti e soprusi. Decide così di impegnarsi per migliorare la condizione delle donne lavoratrici. Nella primavera del ’68, in concomitanza con il malcontento studentesco, riesce a fomentare la coscienza delle operaie della manifattura del tabacco, inducendole allo sciopero e alla rivolta.
La trama dell’opera è incentrata sull’importante vicenda storica avvenuta a Lanciano, città nella quale il romanzo è ambientato e teatro della rivolta di cui furono protagoniste le tabacchine, le operaie della manifattura tabacchi, da sempre angariate da una disumana condizione di lavoro e costrette a subire dispotiche e rigide regole, a fronte di un salario da fame. Per la prima volta nella storia, le tabacchine di Lanciano scesero in piazza, rivendicando i loro diritti, la loro dignità, un salario adeguato e una condizione di lavoro degna. La loro protesta fu lunga e faticosa, e sfociò in una vera e propria rivolta, passata alla storia della comunità locale come, appunto, la rivolta delle tabacchine.



