Il testo ricostruisce la vicenda della coltivazione e della lavorazione del tabacco in Puglia, fenomeno che tra XIX e XX secolo ha inciso profondamente sui processi produttivi, sulle forme del lavoro e sulle trasformazioni urbane. Viene evidenziata la portata quantitativa del fenomeno – negli anni Trenta la Puglia concentrava quasi la metà delle superfici coltivate a tabacco in Italia e un terzo della produzione nazionale – e la sua rilevanza sociale, testimoniata dall’impiego di decine di migliaia di tabacchine nei magazzini, nelle agenzie e negli opifici, spesso ospitati in edifici preesistenti o costruiti ad hoc. L’opera si concentra sulla Manifattura dei Tabacchi di Bari, la prima fabbrica in Italia progettata ex novo nel Novecento come stabilimento modello per criteri distributivi, funzionali e tecnologici. Grazie a una ricca documentazione archivistica, in larga parte inedita, gli autori ripercorrono la storia dello stabilimento dalla progettazione del 1905 alla realizzazione completata nel 1913, dalle fasi di piena attività negli anni Venti agli adattamenti interni degli anni Cinquanta, dall’abbandono e dal trasferimento in altra sede nel 1984 fino agli interventi di restauro e rifunzionalizzazione degli anni Novanta. Articolato in otto capitoli e corredato da tavole progettuali e da un ampio apparato iconografico, il volume non si limita all’aspetto architettonico e tecnologico, ma restituisce anche la dimensione produttiva e sociale, evidenziando i cicli di lavorazione, il ruolo dei concessionari privati, i legami con il capitale bancario e con lo Stato, le condizioni di lavoro delle tabacchine e le forme di resistenza e di emancipazione. La Manifattura è così letta come microcosmo urbano e sociale, in cui si riflettono dinamiche economiche, politiche e culturali che hanno segnato la Puglia per quasi un secolo.
La Manifattura Tabacchi di Bari. Storia e progetto di un opificio del Novecento
Anno 2003
Autore Opera

Responsabile Scheda
Note
Collocazione B 4380 - n° inventario 12105


