Questo articolo indaga la pratica del canto tradizionale nel Salento, focalizzandosi in particolare sulla forma espressiva dello stornello, così come emersa nell’area di Nardò in relazione alle lavoratrici del tabacco e, più in generale, ai soggetti impegnati nel lavoro agricolo. Il corpus analizzato — inedito e finora mai oggetto di studio sistematico — è quello di Alba Filieri (1939–2016) e della sua famiglia, custodi di una tradizione orale stratificata e fortemente radicata nel territorio.
L’indagine si propone di esplorare i nessi tra le pratiche canore e l’organizzazione del lavoro, con particolare riferimento ai ritmi produttivi, alle condizioni materiali e ai vissuti soggettivi legati alla raccolta e trasformazione del tabacco nella stessa area geografica.
I risultati emersi dall’analisi del repertorio, integrata da un’attenta ricostruzione dei contesti performativi, da dati etnografici raccolti sul campo e da fonti archivistiche e orali, rivelano come le pratiche di intonazione non fossero solo espressione culturale, ma rispondessero a logiche funzionali al lavoro agricolo, articolandosi secondo dinamiche produttive e inclinazioni affettive, sia individuali che collettive. Il canto, in questo senso, si configura come dispositivo relazionale e strumento di negoziazione identitaria all’interno di una specifica ecologia del lavoro rurale femminile.



